Il paese di Castel del Rio ed i suoi abitanti, hanno, da sempre, posseduto una vocazione sportiva dall’impronta quasi esclusivamente calcistica.
Ciò non ha impedito che alcuni storici personaggi, primi fra i quali il compianto Rirì (al secolo Antonio Piersanti) Quercia Mario e Morotti Antonio costituissero una vivace e agonisticamente più che rispettabile “frangia estremista”, dalla sviscerata passione ciclistica.
Restano memorabili le accesissime discussioni sulla rivalità Gimondi-Merckx, sulla successiva Saronni-Moser e infine sulla più recente Bugno-Chiappucci.
Così come memorabili rimangono le sfide lanciate alla sera e raccolte all’indomani, gare leggendarie, intraprese in tempi beati, in cui le strade erano ancora libere dal traffico forsennato di oggi e concluse sempre a tavola, facendo a chi la “sparava” più grossa.
Il primo nome del gruppo ciclistico fu “Tutti per le due ruote” e venne costituito come sezione aggiunta ad una società di Castel San Pietro Terme, gemellaggio basato sull’ amicizia e sulla passione condivisa per la bici.
 L’interesse fu immediato e si registrarono le prime entusiastiche adesioni. La casacca era multicolore a sfondo blu-arancio e con quella gli iscritti iniziarono a prendere parte ai primi raduni. Correva l’ anno 1988. Il gemellaggio con gli appassionati di Castel San Pietro fornì tutti i presupposti perché finalmente si fondasse una società indipendente ed autonoma.
A quel manipolo di appassionati “pionieri”, alla capacità di coinvolgere i giovani con i loro coloriti racconti e l’ allegra fratellanza che regnava tra questi “veterani” dove lo scherzo era consuetudine senza prevaricare mai il buon gusto, si devono i natali del G.C. BiciCasteldelRio. Il Gruppo Sportivo Castel del Rio, la “anziana” ed affermata società che fino ad allora aveva operato quasi esclusivamente nel settore calcistico ospitò al suo interno la neonata società ciclistica.
I fondatori furono coloro che avevano soddisfatto l’ aspettativa di tanti portando felicemente a termine il progetto iniziale di un gruppo ciclistico e che ancor oggi ne condividono i valori che si erano dati. Scelsero un nome semplice ma non banale, che legasse e desse continuità (anche nel logo, che è una parola unica senza interruzioni) all’unione fra il paese e la bicicletta, evitando di cadere nelle facili composizioni legate all’uso di termini troppo altisonanti o, diversamente, ricorrenti e quindi inflazionati. La divisa prima bianca con pochi colori entra in punta di piedi in un mondo amato che quasi si ha paura di disturbare. Il colore poi cambia, a seconda delle esigenze degli sponsors. Prima giallo-bianco-celeste, poi giallo-blu-rosso, poi bianco-titanio, fino ad arrivare ad oggi, maglia blu e pantaloncino giallo, visibile in lontananza come la Società che rappresenta, piccola ma già affermata nei raduni di mountain bike. Dal 2005 ha iniziato a cimentarsi anche nei raduni su strada.